DIARIO degli INCONTRI

ANNO ACCADEMICO 2017/2018

QUALI LEGAMI?

L'Amore, la Famiglia, la Società

Parola alla Psicanalisi


NOVEMBRE 2017

04/11/2017

IL GENOSOCIOGRAMMA con Elisa Poli

Elisa Poli, psicanalista, counselor, mediatore familiare.

Ospite del secondo incontro per l'anno Accademico SRSP 2017/2018 è ancora Elisa Poli con il genosociogramma.

GENO = La propria storia famigliare, genealogica

SOCIO = contesto socio/culturale odierno e passato

GRAMMA= la parte grammaticale e grafica, cioè il racconto della storia rappresentato anche con un diagramma

Il corso di quest'anno ha come titolo "QUALI LEGAMI? L'amore, la famiglia, la società. Parola alla psicanalisi".

Partendo dalla nozione di LEGAME abbiamo attraversato i temi della MORTE, del DOLORE, della COMUNICAZIONE, della PAROLA, della MANCANZA, del FANTASMA, dei TABU', del POTERE; non abbiamo lasciato sospesa alcuna domanda... e la generosità di Elisa Poli ha lasciato ad ognuno di noi nuovi spunti per riprendere ad interrogare quel che ci accade.

Fare i conti con il tema della morte (perdita, mancanza) ci ha permesso di riflettere sulla forza del dolore e su come questa forza possa vincolare o ripristinare ruoli all'interno della famiglia.

Il lavoro è stato molto intenso, sono state sviscerate diverse implicazioni sull'utilizzo della parola MORTE, spesso taciuta e sovente ammorbidita da sinonimi quali "se n'è andato, non ce l'ha fatta, è scomparso, è mancato, s'u pigghiau..."

- La "PAROLA MANCANTE" ( locuzioni che definiscono più vagamente la morte) ha funzione di difendere e separare. Lasciando nell'indefinitezza si scatena l'immaginario
- La MANCANZA ridefinisce tutti i ruoli del sistema familiare cambiandone gli equilibri
- La PAROLA MANCATA e il LUTTO MANCATO: se la parola non sostiene per affrontare la condizione di vita che è la morte non si può accedere al lutto che resta sospeso.
- Assunzione di responsabilità di vivere il lutto e la perdita per poterlo comunicare.
- L'assunzione del ruolo del mancante e rinuncia al proprio è uno svantaggio mascherato da vantaggio. Chi sostituisce il ruolo lo fa per " affetto" verso chi manca o verso chi ha preso l'altro..
- L'affetto nasconde una resistenza alla verità: omertà della parola per censurare un pensiero.
-Si può elaborare una mancanza strutturata a costo di elaborare una doppia perdita. Quella di chi viene a mancare e quella di una parte di del soggetto che si sacrifica.

               Un breve VIDEO riassunto sulla giornata trascorsa insieme


OTTOBRE 2017

14/10/2017

IL GENOSOCIOGRAMMA con Elisa Poli

Elisa Poli, psicanalista, counselor, mediatore familiare.

Ospite del primo incontro per l'anno Accademico SRSP 2017/2018 è Elisa Poli con il genosociogramma.

Il corso di quest'anno ha come titolo "QUALI LEGAMI? L'amore, la famiglia, la società Parola alla psicanalisi".

Con Elisa è stato indagato il LEGAME con la famiglia d'origine con, appunto, il GENOSOCIOGRAMMA:

GENO = La propria storia famigliare, genealogica

SOCIO = contesto socio/culturale odierno e passato

GRAMMA= la parte grammaticale e grafica, cioè il racconto della storia rappresentato anche con un diagramma



ANNO ACCADEMICO 2016/2017

NOVEMBRE 2016

05/11/2016

Il Ritorno della Sapienza Antica nell'Esperienza della  Psicanalisi

Giovanni Sias, scrittore e psicanalista che si occupa,
oltre che della pratica clinica, della formazione degli psicanalisti.

E' il terzo incontro per la SRSP ed è una nuova lezione per tutti...
Ospite di questo appuntamento è Giovanni Sias, un uomo con la pipa.

Un uomo con il ritmo: sa oscillare, dosare e osare con le parole, incalzare provocazioni, sollevare dubbi e riflessioni, spargere semi di curiosità e squarciare il silenzio con illuminanti rivelazioni.

Le 4 ore sono permeate di un'immensità sapienzale che ha arricchito chi ha potuto esperirle.
Impresa ardua riproporne il contenuto perché, come un compositore in preda al delirio creativo, Giovanni Sias ci ha fatto dono di una sinfonia orchestrata di saperi, linguaggi e nozioni articolando gli elementi tra loro.
Difficile riportarne "la melodia" senza spartito tra le mani....
Assistere alla sua Vocatio (vocazione) è stata un'esperienza unica, capace di mettere in moto un lavoro intellettuale che occuperà mesi di dialogo ed interrogativi interessanti.

Il suo intervento inizia con l'umiltà dei maestri, affermando che quello dello psicoanalista non è un mestiere, perché non dà, oggettivamente, niente. Lo psicanalista "è chiamato" nel momento in cui un analizzante fa "domanda" di analisi.
Non può esistere senza quella convocazione e non sa il perchè, a questa vocatio, non può sottrarsi e si accinge, così, ad occupare in silenzio UN posto vuoto.
Il posto "dell'ignorante" che permette all'analizzante di scrivere la propria storia su una pagina bianca.
L'analista, munito di dotta ignoranza, non etichetta l'analizzante, ma lascia che egli stesso conduca la sua ricerca; lo affianca in silenzio e lo segue sul suo sentiero ad incontrare il proprio destino, il proprio desiderio.

  • Cos'è la psicanalisi
  • Chi è lo psicanalista
  • Cos'è l'inconscio
  • Inconscio e responsabilità
  • Responsabilità e amore
  • La cura
  • La donna
  • Il linguaggio
  • L'alfabeto
  • Il divino
  • Assiri, babilonesi, greci ed ebrei

Tanti, tanti gli argomenti trattati in un luogo dove il tempo sembra aver modificato la sua misurazione, e quelle 4 ore sono state uno spaccato di rapido eterno.

Vi aspettiamo il 19 novembre con Pietro Andujar, in Via Francesco Millio 42, Torino


OTTOBRE 2016


15/10/2016

Un Percorso Kafkiano con P. Andujar

Pietro Andujar, filosofo, psicoanalista, psicoterapeuta e presidente de La Ginestra, associazione psicoanalitica di Milano.

Sognai che ero una farfalla
che d'essere me sognava
guardava in uno specchio
ma nulla ci trovava.
Tu menti
gridai
Si svegliò
morii

R.D. Laing

Le 4 ore con Andujar, Maestro molto generoso nei suoi Insegnamenti, procedono incalzando entusiasmo e curiosità.
L'attenzione è alta e l'interazione degli iscritti accende un confronto ricco di stimoli.

L'incontro parte analizzando un breve racconto di Kafka del 1909, la strana vicenda del "Dialogo con il devoto".

Andujar motiva la sua scelta illustrandoci quanto la letteratura riesca ad osservare nel profondo dell'animo umano, sviscerando limiti, desideri e bisogni dell'individuo.
In questo racconto di Kafka, infatti, c'è la possibilità di riflettere sul linguaggio, la parola, il significato e il significante.
Per questa molteplicità di temi le 4 ore scorrono attraversando le teorie di Freud, Lacan e Winnicott per il quale la parola acquisisce un significato e un significante attraverso la madre e lo scambio con lei,
Andujar e Giacometti rilanciano le proprie teorie, in un confronto avvincente:
G: "il Significante assume un Significato a partire da un Senso..."
A: "Prima del senso della parola c'è il senso del gioco
-....- La sanità dell'inconscio è costituita proprio dal poter giocare".

Il botta e risposta tra docenti e iscritti è coinvolgente e si dirotta verso la dimensione psichica del soggetto in relazione all'altro da sé.

Andujar allora prende come riferimento lo scritto di Lacan del '49 "Lo stadio dello specchio come formatore della funzione dell' io" (sulla suggestione dello specchio vissuta da un bambino che cercherà invano di raggiungere la propria immagine riflessa), e dona ai partecipanti di SRSP ancora le sue riflessioni:
"Questa irraggiungibilità è fondamento del desiderio di essere sé".
"I limiti dell'identità definiscono i nostri confini e il confine è ciò che ci dà forma. Noi siamo in continuo divenire, la differenza tra il bisogno e il desiderio è che il bisogno si può soddisfare e il desiderio non si esaurisce... e dove c'è mancanza c'è invenzione".
"L' inconscio va formandosi per rispecchiamenti"
e aggiunge che "L'errore è qualcosa che ci mette in discussione e ci permette di fare passi avanti".

Sempre per riprendere le parole del nostro ospite "anche in un modesto saggio come questo (La colpa di vivere : un percorso kafkiano, Pietro Andujar) farà la sua comparsa una quota di ideologia, vada essa valutata come un'intenzione di far propendere il lettore per un ideale di fondo di chi scrive, portandolo ad una convergenza di opinione; oppure verso un sistematico smascheramento del falso scientifico e dell'inganno, come se lo scrivente fosse un vate della verità".

Vi aspettiamo il 5 novembre con Giovanni Sias, in Via Francesco Millio 42, Torino



01/10/2016

Perchè iscriversi?

La DOMANDA al DESIDERIO di FORMAZIONE.

Noi siamo una delle possibili RISPOSTE.

Cari Amici, il primo giorno della Srsp è stato avvincente:
abbiamo accolto persone di ogni età, formando una classe di 30 iscritti.


Le diverse età dei partecipanti fanno presagire un anno di confronti e stimoli arricchenti:
"E' proprio per differenza che si impara qualcosa, soprattutto se si utilizzano linguaggi diversi, e non di certo in un luogo in cui siamo sempre tutti d'accordo su quello che si dice" spiega la Dottoressa Giacometti a proposito della diversità.


La rivoluzionaria scoperta freudiana dell'inconscio è stata di assoluta importanza nel corso del tempo ed è per questo che, nonostante il difficile percorso di affermazione della psicoanalisi, la domanda di formazione resta un punto cardine per qualunque generazione e periodo storico.
La domanda di formazione è un DESIDERIO e ciò che possiamo fare, del DESIDERIO, è seguirlo.

Cosa ha spinto le persone ad iscriversi alla Srsp viene evidenziato da un partecipante alla giornata, Beppe Melchiorre, Counselor, con una riflessione tratta da Le confessioni di Sant'Agostino:
"Che cos'è dunque il tempo?
Se nessuno me ne chiede lo so bene:
ma se volessi darne spiegazione a chi me ne chiede,
non lo so."

Ricordiamo che a partire dal 15 ottobre 2016 i corsi si terranno presso il sito di Via Francesco Millio 42, Torino

Ci rivediamo il 15 ottobre 2016!